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Rotor di Alberto d’Amico

 

Il corto nasce dalla suggestione delle foto astratte del gruppo Pan-ikon nel 2003.

Costruito sugli interventi sonori di Marco Ariano utilizza numerose tecniche di animazione per imprimere il movimento ad immagini ottenute con lo strumento fotografico. Sovraimpressioni, solarizzazioni, inversione al negativo sono le alterazioni fotografiche successivamente rielaborate. Alberto d’Amico ha cercato di instaurare con ognuno dei tre componenti del gruppo un rapporto di sollecitazione, utilizzando alcuni scatti preesistenti ma anche realizzati per l'occasione. Il movimento prevalente è circolare e allude alla giostra del mondo in cui varie lingue si confondono (le parole sovrapposte al commento sonoro alla fine del corto). Circolare è anche il movimento del Rotor citato nel titolo, una macchina per produrre quadri astratti (utilizzata anche da Damien Hirst) presente nelle fiere popolari negli anni 70.

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