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Ritratti d`artista. Daniele Del Grande

 

Sugli alberi noi trascorrevamo ore ed ore, per il piacere di arrivare più in alto che si poteva, e trovare bei posti a guardare il mondo laggiù, e fare scherzi e voci a chi passava sotto”.

E' un po' ispirandosi al barone rampante di Italo Calvino che Daniele Del Grande, architetto romano trasferitosi da anni in Germania, ha riconvertito la propria professionalità e ha iniziato a progettare e realizzare case sugli alberi. All'inizio, come ci racconta in questa intervista realizzata nel suo nuovo studio di Dresda, fu un gioco; successivamente lo studio e la ricerca architettonica hanno permesso, a lui e al suo socio Dario Romagnoli, di sviluppare progetti che incrociano l'architettura e il design con lo studio e le tematiche legate all'ambiente e al paesaggio. E' nato così il progetto Abitalbero, con il quale sono state realizzate numerose opere commissionate sia da privati che da soggetti pubblici, come nel caso del piccolo Comune di Allai in Sardegna. Qui l'amministrazione ha avviato un'opera di riqualificazione di un'area a ridosso di un torrente che nel corso degli anni era stata lasciata in abbandono e aveva perso il forte legame che invece era sempre esistito tra il fiume e la comunità. In questo caso la casa sull'albero ha così permesso alla popolazione di ritrovarsi e di riappropriarsi del proprio territorio e della propria storia.

Nella produzione di case sugli alberi come nelle più recenti installazioni artistiche, Daniele Del Grande mantiene sempre un approccio ludico, al confine con la dimensione onirica, nella continua ricerca di stupire e stupirsi, per offrire allo sguardo una prospettiva inedita sulla realtà circostante.

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