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Natura, storia e letteratura nell’arte di Ileana Florescu

La storia, la letteratura e l’arte sono temi fondamentali nella vita di Ileana Florescu, come l’acqua di mare lo è per la sua carriera artistica: è stato proprio passeggiando in riva al mare che ha iniziato, fotografando i sassi come appaiono sui riflessi in superficie e creando così, nel 1999 e 2000, la serie di lavori intitolata “Meteoriti”.

Prima di affermarsi come fotografo Ileana lavora per anni come ricercatrice storica in stretta collaborazione con  Sergio Bertelli, uno dei grandi storici italiani del secolo scorso. E’ circondata dai libri. L’oggetto libro e la ricerca letteraria diventano in seguito elementi all’origine della serie di Libri sommersi (2009), in cui si interroga  sul destino del supporto cartaceo nell’era digitale. L’artista immerge nel mare dei volumi di opere letterarie che sono o sono state per lei significative e ne fotografa le trasformazioni a cui l’acqua le sottopone.

Il tema dell’opera letteraria ricorre ancora nella serie di Libri Proibiti. Un giorno Ileana, in una visita alla Biblioteca Angelica di Roma, scopre su alcuni volumi il timbro della censura, impresso da una commissione ecclesiastica. Si procura quindi alcuni copie dei “volumi proibiti” e li immerge nell’acqua di mare la quale, evocando l’antica censura, offusca e annienta l’opera scritta.

Altro lavoro di Ileana riguarda il fotoromanzo, una particolarissima “forma letteraria” desunta dai fumetti, nata in Italia nel secondo dopoguerra. Pur reputando il fotoromanzo un “medium” affascinante, ne riconosce il contenuto non di alto livello.  In omaggio al valore del medium, a Ileana è venuta l’idea di innalzarne i livelli contenutistici, mettendo “in scena” dodici opere letterarie in forma di fotoromanzo, da La fattoria degli animali di George Orwell a Delitto e Castigo di Fëdor Dostoevskij al Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, tra gli altri,  presentandole attraverso dei light-box.

Ora a Villa Medici, nella mostra Le stanze del giardino a cura di Cristiano Leone, usa di nuovo il light-box. Questa volta presenta in  diciassette  strutture quadrangolari l’esito di un profondo lavoro di ricerca, che si concretizza in una narrazione tra storia e fantasia di illustri personaggi e intrighi alla corte del cardinale Ferdinando de’ Medici durante la sua permanenza a Roma, ambientati in una natura opulenta, dal 1577 al 1588. Fil rouge delle opere, tutte concepite appositamente per questa mostra, è il tema del giardino: Ileana Florescu ha infatti riprodotto diciassette planimetrie reali di aiuole, tratte dal Libro di compartimenti di giardini della fine del XVI secolo di Giuseppe Casabona, botanico al servizio del granduca Francesco I de' Medici e successivamente di Ferdinando. In ogni light box, dietro le griglie dei progetti dei giardini rinascimentali, si scoprono personaggi e scenari legati alla storia di Villa Medici, metafore, simboli e miti che stuzzicano la curiosità dello spettatore. Figura chiave è il porporato Ferdinando de’ Medici, mecenate che contribuì a rendere Villa Medici un gioiello dell’architettura rinascimentale, che scelse l’artista Jacopo Zucchi, tra i più grandi rappresentanti del tardo manierismo, per dare un nuovo volto all’istituzione.

 

Le light-box di Florescu appaiono come dei giardini ideali, tripudi cromatici densi di mistero, in cui ogni oggetto, pianta, animale, opera d'arte, è emblema di qualcos’altro. Molteplici domande sorgono spontanee osservando i tableaux, frutto del lavoro di ricerca storica e dell’analisi del simbolismo effettuati dall’artista, che nelle sue composizioni mette in luce il ruolo cruciale delle piante medicinali e ornamentali, spiegando la loro utilità e in che modo sono correlate ai personaggi storici.

 

Ileana Florescu

Le stanze del giardino

Accademia di Francia a Roma- Villa Medici

Fino al 27 maggio 2018

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