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Le geometrie di Escher

Il servizio è stato realizzato da Rai Arte in occasione della mostra Escher, Roma, Chiostro del Branmante nel 2017

 

E' davvero un'occasione importante per conoscere una personalità originale come poche nella storia dell'arte del secolo scorso -  e non solo -  quella rappresentata dalla grande mostra su Escher, che dopo essere stata al Chiostro del Bramante di Roma, è ospitata ora dal Palazzo Reale di Milano. Vengono esposte oltre 150 opere, alcune davvero famosissime, dell'artista, grafico ed incisore olandese che ancora oggi sfugge ad ogni definizione precisa e dovremmo forse considerare più semplicemente un intellettuale dotato d una dimensione visiva decisamente unica e particolarissima. L' esposizione, tra gli altri, ha anche il merito di sottolineare bene quanto l'arte di Esher debba al nostro paese in cui visse tra il 1923 ed il 1935, ai suoi paesaggi, specie a quelli meno frequentati ed allora davvero fuori mano di Calabria ed Abruzzo, alla sua verticalità cosi' diversa dall' orizzontalità olandese cui era abituato. Fu proprio l' Italia e l'ammirazione per i nostri paesaggi a dargli la spinta verso il meraviglioso e l'inconsueto che tanta parte hanno avuto nelle sue opere. Fu invece la Spagna, ed in particolare l'Alhambra, ad ispirargli la passione per la tassellatura con la bellezza della sua regolarità geometrica che spesso diventa magia e gioco. Vi riproponiamo, quindi, l'intervista al curatore della mostra romana, Marco Bussagli, che inquadra, con esemplare chiarezza,  la genialità di Escher, mettendo in evidenza, al contrario di quanto comunemente si pensi, quanto innegabile sia stato il suo rapporto col tessuto artistico del suo tempo e di quelli passati e quanto le sue opere siano piene di implicazioni allegoriche e di simboli e rappresentino dunque molto di più di quel che si vede in superfice. Lo stesso Bussagli si sofferma sul  rapporto fecondo ed affettuoso  tra l'artista ed i matematici che per primi lo scoprirono ed  amarono, ricambiati,   e quello con gli hippies,  di segno ben diverso  come dimostra quanto   accadde quando Mick Jagger gli scrisse....

" Escher", Roma, Chiostro del Bramante

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