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La rivoluzione di Palma Bucarelli

La prima donna in Italia a essere nominata direttrice di un museo, Palma Bucarelli ha segnato una svolta nella politica culturale del nostro paese aprendo le porte delle istituzioni museali alle avanguardie e alle ricerche artistiche più contemporanee. Nata a Roma nel 1910, dopo un’infanzia nomade, intraprende con passione lo studio della storia dell’arte. Negli anni trenta vince il concorso al Ministero e all’inizio degli anni quaranta diventa Soprintendente alla Galleria nazionale d’arte moderna di Roma, ruolo che ricoprirà fino al 1975. Intellettuale raffinata, coraggiosa innovatrice, Bucarelli è stata protagonista di una rivoluzione culturale che ha consentito all’Italia di avvicinarsi alla produzione artistica internazionale. Negli anni cinquanta promuove una serie di mostre che testimoniano le sue scelte anticonformiste e lungimiranti: Picasso (1953), Scipione (1954), Mondrian (1956, allestita da Carlo Scarpa), Pollock (1958). Questa ultima mostra, insieme all’acquisizione del Grande sacco di Burri, fanno esplodere la polemica, allora molto sentita, tra il nascente astrattismo e il più consolidato realismo. Seguono, nel decennio successivo, altri importanti appuntamenti, come le mostre dedicate a Modigliani, Burri, Kounellis, Pascali, Pomodoro, Castellani e Manzoni. Amata e invidiata, sostenuta e osteggiata, protagonista addirittura di interrogazioni parlamentari per la sua gestione e per la politica delle acquisizioni, Palma Bucarelli ha lasciato un segno forte nella storia dell’arte non solo italiana. Scompare a Roma nel 1998 dopo aver ricevuto molti riconoscimenti nazionali e internazionali.
 

Da Rai Teche, L'Approdo.

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