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Il pavimento del Duomo di Siena splende di nuova luce

 Si chiama  "IN LUCEM VENIET"  ed è il progetto grazie al quale  il pavimento del Duomo di Siena  splende di una nuova luce. Si è infatti appena inaugurata  la scopertura del Pavimento introdotta da “un’opera luminosa” curata da Marco Nereo Rotelli che ha ideato un percorso visivo dove arte, musica e scrittura interagiscono dando voce alla facciata. Fino al 31 luglio e dal 18 agosto al 28 ottobre, il pavimento del Duomo di Siena resterà dunque scoperto per la visita al pubblico, ma con una nuova modalità di lettura che illumina le tarsie del tappeto marmoreo con inediti effetti cromatici. 

Il  Pavimento è noto in tutto il mondo: la “meraviglia” della città di Siena, come avevano intuito gli artisti e i viaggiatori anglosassoni. Nella stampa della fine del XIX secolo,  il noto tappeto marmoreo è definito infatti The Wonder of Siena, ciò che ne attesta la fama e l’apprezzamento da parte degli “stranieri” nella visione della “fermentata policromia" come disse Henry James.

Non è tuttavia un’impressione soltanto estetica a rendere il Pavimento un unicum, ma anche i motivi filosofici e spirituali che sottendono alle immagini rappresentate. Il pavimento non è soltanto “una piccola epitome della storia dell’arte senese”, ma “una ininterrotta catena i cui anelli legano insieme, nonostante lunghi intervalli, più di cinque secoli di artefici senesi; ed è una gioia sconfinata per l’uomo intelligente e di pensiero” (Hobart Cust). Il “percorso del sapiente”, che si diparte da Ermete Trismegisto, il fondatore della sapienza umana, si snoderà attraverso le tarsie raffiguranti i filosofi e le Sibille fino agli episodi biblici sotto la cupola in un gioco di luci e di ombre che mettono in evidenza figure e iscrizioni, segni e parole, immagini e testi poetici, “in lucem veniet”.

 

 

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