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Annette Messager diffonde messaggi da Villa Medici

All’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici nel febbraio del 2017 si tenne la prima mostra personale a Roma di Annette Messager, una delle artiste francesi più note, radicali e anticonformiste del panorama artistico contemporaneo.

Con Annette Messager, Muriel Mayette-Holtz, direttrice dell’Accademia di Francia a Roma - Villa Medici, ha inaugurato il nuovo ciclo di esposizioni Une: grandi artiste internazionali prendono possesso di tutti gli spazi della Villa portandoci nel loro universo artistico, permettendoci di guardare il mondo attraverso i loro occhi e di cambiare le nostre prospettive. Il ciclo Une è curato da Chiara Parisi.

La mostra presentava diciassette opere, in parte ideate appositamente per Villa Medici e altre tra le più significative della lunga carriera di Annette Messager; lavori che testimoniavano l’eclettismo di un’artista che si muove con disinvoltura tra i riferimenti della storia dell’arte e della cultura popolare.

Classe 1943, Leone d’oro alla Biennale di Venezia del 2005, nel 2016 Annette Messager vince il prestigiosissimo Praemium Imperiale International Arts Award per la scultura. Scultura, dunque, ma anche disegno, pittura, fotografia, scrittura e ricamo sono gli strumenti dei quali l’artista si serve per riflettere con ironia e attitudine “punk” sul proprio vissuto.

«Trasformare» spiega l’artista «per me è come giocare. Ma giocare seriamente, come fanno i bambini. E mi considero una bambina molto antica». Con queste parole, Annette Messager ci introduce nel suo mondo in bilico tra familiare e perturbante, fra sogno e incubo, fatto di tessuti, matite colorate, immagini manipolate, bambole di pelouche e animali naturalizzati.

A Villa Medici, l’artista aveva disegnato un percorso originale e onirico confrontandosi con gli spazi interni ed esterni della splendida architettura rinascimentale. Esplorando le rivolte di cui le donne sono protagoniste, le loro paure e fantasie, Annette Messager ha messo in discussione i pregiudizi con una volontà: quella di convertire i tabù in totem.

Vedi inoltre qui un'intervista con l'artista

 

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