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Alvaro Negro. Indagine sui limiti della pittura

Nato in Galizia nel 1973, Álvaro Negro ha approfondito un'idea della pittura astratta attraverso l’interazione tra linguaggi differenti. Centrale nell’evoluzione della sua poetica, un lungo esercizio dello sguardo sul paesaggio filtrato da una videocamera. Ne nasce un progetto a metà strada tra il lavoro pittorico e l'esperienza puramente cinematografica. Un film paesaggio che svela il fluire irrimediabile del tempo e consente il rinnovamento della pratica artistica, il ritorno, dalla “luce liquida” del video, alla concretezza materica, tattile, della pittura.

I suoi ultimi progetti si muovono in questo territorio ibrido nel quale esplora le variazioni di coscienza nell'osservazione della realtà. Un processo che nasce sempre dall'interazione con lo spazio, architettonico o paesaggistico, che è il punto di partenza dal quale si sviluppa "un' opera globale"  che implica una riflessione sulla dimensione temporale insita in ogni immagine.

Ospite dell’Accademia Reale di Spagna, a contatto con la storia dell’arte italiana, ha sviluppato un‘indagine sulla “presenza pittorica come motivo, come essenza pittorica da studiare in classici come Giotto, tra i primi a rendere tangibile la corrispondenza tra l’aspetto corporeo, emozionale, umanistico e spirituale.”

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