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Altair 4. L`archeologia in 3D

 

Altair 4 Multimedia nasce nel 1986 da un’idea di Alessandro Furlan, Pietro Galifi e Stefano Moretti, un gruppo di artisti provenienti da esperienze formative e professionali in varie discipline, dalla computer grafica alle arti applicate alla regia televisiva. Queste eterogenee competenze hanno trovato un terreno comune nello strumento multimediale che consente di realizzare nuovi linguaggi di “sintesi”. “Concepiamo la sintesi come una somma di elementi fisici, colore, suono, movimento, tempo, spazio, la quale integri un’unità fisico-psichica. Colore, l’elemento dello spazio, suono, l’elemento del tempo, il movimento che si sviluppa nel tempo e nello spazio, sono le forme fondamentali dell’arte nuova, che contiene le quattro dimensioni dell’esistenza”. Altair 4 mette in pratica, con prodotti di altissima qualità, il cosiddetto “edutainment”, ovvero l’apprendimento (“educational”) fuso con l’intrattenimento (“entertainment”). Mossi da un profondo interesse per l’arte e per la storia, convinti che le applicazioni multimediali possano interessare, coinvolgere e dunque divulgare in maniera efficace e sempre stimolante, questi professionisti hanno realizzato un’ampia produzione di ricostruzioni archeologiche tridimensionali. Il dato storico si fonde con una forte carica emozionale cosicché il racconto diviene coinvolgente e spettacolare. La fase di studio preliminare è la base sulla quale poggia tutto il lavoro successivo. Il primo passo nell’affrontare la ricostruzione di un contesto archeologico consiste nella raccolta della documentazione storico-iconografica e di rilievi architettonici e fotografici dello stato attuale.
 
La lettura e l’interpretazione interdisciplinare dei dati, realizzata, tra gli altri, da archeologi, architetti, paleobotanici, permettono di formulare una o più ipotesi di ricostruzione archeologica, che deve anche rispettare parametri di somiglianza necessari per accettare, a livello inconscio, la realtà virtuale come plausibile. Solo grazie allo stabilirsi di questo equilibrio emozionale è possibile percepire la ricostruzione come parte di quel tessuto più ampio e complesso quale è stato l’ambiente storico culturale al quale l’opera ricostruita apparteneva. Il passaggio dalla prospettiva statica alla prospettiva dinamica rivela un ulteriore segreto. Sebbene si utilizzino strumenti molto innovativi, i calcoli eseguiti oggi per realizzare prospettive dinamiche seguono le regole stabilite nel Rinascimento dal Brunelleschi e da Leon Battista Alberti. Ciò che è cambiato molto sono i metodi di fruizione, oggi totalmente rivoluzionati grazie alle nuove tecniche di realtà virtuale che rendono disponibili e godibili parametri spazio-temporali dinamici. Il risultato di tanto studio è un prodotto di “edutainment” che consente di fare un’esperienza immersiva arricchita da contenuti storico-culturali. Un metodo nuovo, vivace, accattivante di insegnare l’arte e la storia. Come nel caso del racconto della costruzione della Domus Aurea, la casa che l’imperatore Nerone volle per realizzare per sé, che ci rivela anche aspetti poco conosciuti di questa figura storica.

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