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38° anniversario della Strage di Ustica

 

Ventisette giugno 1980. Ottantuno persone tra uomini, donne, bambini e membri dell’equipaggio. Erano partiti con un DC9 Itavia dall’aeroporto di Bologna alle 20.08, con due ore di ritardo, diretti a Palermo. L’atterraggio era previsto per le 21 e 13. Non sono mai arrivati.

La torre di controllo cerca di contattare via radio il pilota alle 21.04 ma non ottiene alcuna risposta. Alle 21 e 15 scattano le prime operazioni di ricerca. Per tutta la notte aerei, elicotteri e navi sorvolano la zona sulla quale volava il DC9 durante l'ultimo contatto con la sala operativa di Roma. Solo all'alba del giorno dopo si avvista una macchia oleosa. Trentotto sono i corpi ripescati dal mare. E tanti oggetti: le scarpe di Edoardo, il kee-way di Giacomo, la bambola di Elvira, la borsa di Laura, la sveglia di Claudio.

Il relitto dell’aereo invece viene recuperato a 3.500 metri di profondità, in quel braccio di mare tra Ponza e Ustica. Ricostruito in parte e, dal 2006, ospitato nel Museo della Memoria per Ustica, allestito in un capannone industriale di Bologna per volontà dell’Associazione Parenti delle vittime della Strage di Ustica, presieduta da Daria Bonfietti.

L’artista francese Christian Boltanski ha avvolto quel che resta della carcassa del DC9 di luci e di voci sussurrate e ne ha fatto un’opera d’arte alla Memoria collettiva. Le 81 vittime della strage sono ricordate attraverso altrettante luci che dal soffitto del Museo si accendono e si spengono al ritmo del respiro. Tutt'intorno 81 specchi neri riflettono l’immagine di chi percorre il ballatoio e dietro ad ognuno di essi 81 altoparlanti diffondono frasi appena udibili. Nove grandi casse nere sono state disposte dall’artista intorno ai resti riassemblati dell'aereo: in ognuna di esse sono stati raccolti decine di oggetti personali appartenuti alle vittime. Scarpe, pinne, boccagli, occhiali e vestiti che rimangono invisibili agli occhi dei visitatori. Solo le loro immagini sono state impaginate da Boltanski nella “Lista degli oggetti personali appartenuti ai passeggeri del volo IH 870” una pubblicazione che, coinvolgendo lo spettatore direttamente nella memoria dell’avvenimento, lo vede protagonista nella ricostruzione della verità. 

Dal momento della tragedia Daria Bonfietti, che nella strage ha perso il fratello, si è data da fare per tenere viva, ad ogni anniversario, la memoria di quelle 81 vittime. E lo ha voluto fare invitando studenti e professori, non solo a visitare il Museo ma anche a diventare protagonisti, facendolo vivere con performance teatrali, canti, danze in nome della Verità. 

 

Lo spezzone che vi proponiamo è tratto dal filmato "Malgrado tutto" , realizzato nel 2010 nel corso di uno dei tanti laboratori teatrali organizzati dall'Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica con gli studenti negli spazi del Museo per la Memoria di Ustica di Bologna. Regia, performance e laboratorio sono a cura di Bruno Stori.

A questo link potete visionare i lavori di altri laboratori scolastici ispirati alla strage del 27 giugno 1980

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