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Italia: Viaggio nella bellezza. Spoleto, museo a cielo aperto

L’anno è il 1962, il luogo è Spoleto. Il critico d’arte Giovanni Carandente dà il via a un’iniziativa artistica senza precedenti in Italia, invitando ben cinquantatre tra i più noti scultori al mondo a esporre le loro opere tra le piazze e i vicoli della Città dei Due Mondi. Grazie alla collaborazione dei maggiori stabilimenti siderurgici italiani, scultori come Consagra, Pomodoro, Moore, Calder, Manzù partecipano a un evento straordinario, costruendo un dialogo solo apparentemente complesso tra il patrimonio storico e artistico di un luogo celebrato da millenni e le ultimissime tendenze dell’arte contemporanea.  Un museo a cielo aperto fatto di oltre cento sculture, una celebrazione dell’universalità e dell’atemporalità di ogni autentico linguaggio estetico che racconteremo partendo dalla storia millenaria di Spoleto, una delle capitali della bellezza italiana, ammirata e invidiata in tutto il mondo. Città d’arte, preziosa per i Romani e  trasformata in Ducato dai Longobardi, dopo essere diventata punto di riferimento per i monaci e gli eremiti di tutta Europa, Spoleto conosce, in seguito alla nascita del Regno d’Italia, un periodo buio. Artefice della rinascita della città è Giancarlo Menotti, che a partire dal 1958, con l’ideazione del Festival dei Due Mondi, regala a Spoleto quella che è la sua attuale identità, facendone la sede di un’esperienza artistica unica e internazionalmente acclamata sin dal suo apparire.

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