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 Roberto Benigni

Roberto Benigni

Roberto Benigni – Misericordia (Arezzo), 1952  

 

Ultimogenito di una famiglia di contadini della provincia aretina, dopo aver conseguito il diploma di ragioniere presso l`Istituto tecnico commerciale Datini di Prato, inizia a muovere i primi sul palcoscenico con diverse compagnie teatrali toscane. Trasferitosi a Roma nel 1972, debutta al teatro dei Satiri con la commedia "I Burosauri" di Silvano Ambrogie esibendosi poi in altri spettacoli fino all’incontro con Giuseppe Bertolucci che segna una svolta nella sua carriera. Grazie al monologo Cioni Mario di Gaspare fu Giulia – scritto con Bertolucci – che ottiene un grande successo sui palcoscenici di tutta Italia venendo anche trasposto nel film Berlinguer ti voglio bene, e alla partecipazione alla serie televisiva “Onda Libera”, nel 1978 Benigni approda al programma di Renzo Arbore “L`altra domenica” conoscendo una grande popolarità nei panni di un improbabile critico cinematografico. Seguono nel 1979 il ruolo da protagonista nel film di Marco Ferreri Chiedo asilo, nel 1980 il film di Arbore Il Papocchio e la presentazione del Festival di San Remo (durante il quale pronuncia il celebre epiteto scherzoso “Woitjlaccio” che solleva un polverone costandogli una denuncia per vilipendio della religione di Stato), e nel 1981 il film Il Minestrone di Sergio Citti. Due anni dopo esordisce alla regia con il film Tu mi turbi, sul cui set conosce l`attrice Nicoletta Braschi che otto anni più tardi diventerà sua moglie. Il film apre la strada allo straordinario successo popolare del successivo "Non ci resta che piangere", interpretato in coppia con Massimo Troisi. Dopo il lungometraggio antologico Tuttobenigni (girato dal vivo durante i suoi spettacoli in diverse piazze italiane) firmato da Bertolucci del 1986, è la volta della prima esperienza americana con il film di Jim Jarmusch Daunbailò, al fianco di Tom Waits e John Lurie, che diviene un cult. Il piccolo diavolo del 1988, interpretato al fianco di Walter Mattau, segna l’inizio di una vincente collaborazione con lo sceneggiatore Vincenzo Cerami che porterà ai record di incassi dei successivi Johnny Stecchino nel 1991 e Il mostro nel 1994. Negli stessi anni Benigni recita da protagonista nell`ultimo film di Federico Fellini La voce della Luna (1989) e ne Il figlio della Pantera Rosa di Blake Edwards (1993), e interpreta la voce recitante nella fiaba musicale di Sergey Prokofiev Pierino e il lupo sotto la direzione di Claudio Abbado (1990). Il culmine della carriera cinematografica del comico toscano giunge nel 1997 con il film tragicomico sull’Olocausto La vita è bella, che si aggiudica una serie di riconoscimenti importanti, fra cui tre Oscar nel 1999 (miglior film, miglior attore protagonista e migliore colonna sonora, di Nicola Piovani) e il Gran Premio della Giuria al 51 Festival di Cannes. Il 2002 è l’anno di uscita nelle sale di Pinocchio, scritto, diretto e prodotto dallo stesso Benigni, il film più costoso della storia del cinema italiano, che tuttavia non ottiene il successo sperato, soprattutto all’estero, dove viene pesantemente stroncato dalla critica. Dopo il suo ultimo film uscito nel 2005, La tigre e la neve, ambientato nel contesto della guerra in Iraq, Benigni porta in giro per l’Italia la lettura della Divina Commedia in un tour chiamato "Tutto Dante", poi riadattato anche in versione televisiva. Tra le sue ultime apparizioni televisive, il monologo al Festival di Sanremo del 2011 in cui affronta l’esegesi dell’inno d’Italia viene seguito da oltre quindici milioni di telespettatori.

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