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 Giorgio Morandi

Giorgio Morandi

Giorgio Morandi - Bologna 1890 –1964  

 

“Di nuovo al mondo non c’è nulla o pochissimo, l’importante è la posizione diversa o nuova in cui un artista si trova  a considerare ed a vedere le cose della cosiddetta natura e le opere che lo hanno preceduto e interessato” Giorgio Morandi (1926).  

 

Giorgio Morandi si forma presso l`Accademia di Belle Arti di Bologna, dove studia accanto a Osvaldo Licini e Severo Pozzati. Insieme a buone nozioni tecniche, la scuola lo apre alla riflessione sulla tradizione storica dell’arte e alla curiosità sugli avvenimenti culturali che lo accompagneranno per tutta la carriera, attraverso una informazione capillare su libri, riviste, cataloghi e fotografie di cui è intelligente lettore. Determinante in lui è la lettura di riviste quali La Voce e poi Lacerba e di altri periodici francesi da cui evince la concezione della natura morta come genere di alta condensazione lirica e di forti possibilità espressive, che orienterà il resto della sua attività di pittore e poi di incisore. Noti sono i riferimenti artistici che il giovane individua e che segnano la sua formazione: da Cézanne, agli impressionisti francesi, Henri Rousseau, Picasso e André Derain. Parallelo è l`interesse che Morandi sviluppa per la grande arte italiana del passato: nel 1910 si reca a Firenze, dove ammira i capolavori di Giotto, Masaccio e Paolo Uccello. Il catalogo di Morandi si apre nel 1911 con un Paesaggio (Milano, collezione Vitali) che rivela il suo pervenire a pochi elementi essenziali. Immediatamente le sue composizioni si indirizzano verso l’utilizzo di oggetti e ambienti di vita di ogni giorno, connettendo l’ambiente, ombroso e raccolto, e l’assemblaggio di oggetti come una doppia dimensione su cui organizzare la percezione del racconto pittorico; il colore, senza verisimiglianze naturalistiche, darà spessore e intensità a questo sofisticato racconto essenziale. Scatole, frutta, pani e vetri, oltre a tovaglie e a qualche fiore, fanno da protagonisti, giocando sulla nitidezza e il contrasto delle forme e dei volumi, ma mai cedendo a divenire astratte figure. Generalmente conosciuto come autore di nature morte, Morandi ha eseguito molti dipinti di piccole dimensioni che raffigurano paesaggi, ispirati spesso a quello che vedeva dalla sua casa di Grizzana (oggi Grizzana Morandi), sull’Appennino bolognese dove passa le sue estati. Opere che Federico Zeri non esitava a considerare “tra i più alti capolavori del paesaggismo di tutti i tempi”, citando il giovane Corot, Cézanne e Piero della Francesca. Sono case, sono alberi, sono strade bianche di polvere, sono ponti che ripropongono gli scorci e i giochi di luce delle nature morte sostituendosi alle bottiglie, ai bicchiere, ai vasi con i fiori. I paesaggi rappresentano un quinto della produzione totale di Morandi; la loro forza nasce dalla loro poesia quasi “minimalista”, la stessa che aveva sedotto i suoi grandi amici-estimatori: da Cesare Brandi a Roberto Longhi, da Luigi Magnani a Lamberto Vitali. Giorgio Bassani per la copertina della sue Storie Ferraresi volle uno dei paesaggi del pittore. Dimostra una precoce predisposizione artistica e nel 1907 si iscrive all`Accademia di Belle Arti. Fino al 1911 il suo iter scolastico è eccellente, gli ultimi due anni sono segnati da contrasti con i professori, dovuti ai mutati interessi di Morandi che ha già individuato un proprio e autonomo linguaggio. I suoi riferimenti artistici vanno da Cézanne a Henry Rousseau, da Picasso a André Derain. Parallelo è l`interesse che Morandi sviluppa per la grande arte italiana del passato: nel 1910 si reca a Firenze dove può ammirare i capolavori di Giotto, Masaccio e Paolo Uccello. Nel 1914 Morandi comincia a esporre: si tiene all`Hotel Baglioni di Bologna la famosa mostra a cinque in cui figurano, a fianco di Morandi, Osvaldo Licini, Mario Bacchelli, Giacomo Vespignani e Severo Pozzati. Gli anni della guerra sono gli anni della stagione metafisica cui appartengono una decina di opere che rivelano come il ruolo di Morandi all`interno del movimento metafisico sia di piena rilevanza e autonomia. Negli anni Venti le sue opere si fanno più plastiche: comincia l`epoca delle nature morte, della metafisica degli oggetti più comuni. Pur non spostandosi da Bologna, l`artista non resta escluso dai fatti salienti del dibattito intellettuale. È noto che fino al 1956 Morandi non compie viaggi all`estero, ma egli si dimostra sempre molto attento alle occasioni internazionali di rilievo. Altrettanto significativo per comprendere la stima di cui gode l`artista negli ambienti intellettuali e ufficiali del periodo, è l`andamento della sua carriera scolastica: dopo avere insegnato per molti anni nelle scuole comunali di disegno, nel febbraio del 1930 ottiene per "chiara fama" e "senza concorso" la cattedra di incisione presso l`Accademia di Belle Arti di Bologna dove insegnerà fino al 1956. Ancora più rilevante della sua presenza alle Biennali veneziane, è quella alle Quadriennali romane: nel 1930 e nel 1935 Morandi fa parte della commissione di accettazione ed è presente anche come compositore con poche opere significative. Ma il "caso Morandi" esplode nel 1939, alla terza edizione della mostra romana: Morandi ha un`intera sala personale con 42 oli, 2 disegni e 12 acqueforti e ottiene il secondo premio per la pittura, alle spalle del più giovane Bruno Saetti. Si scatenano le polemiche sia sull`attribuzione del primo premio, sia sul lavoro intrinseco della sala morandiana. Morandi continua a lavorare nello studio di via Fondazza e nelle estati a Grizzana. Giungono gli anni della guerra e l`artista, nel giugno del 1943, si ritira sfollato nel paese appenninico dove si sviluppa quella "grande stagione" che Francesco Arcangeli ravvisa nei "Paesaggi" e nelle "Nature morte" del 1942-43. Nella Biennale del 1948 Morandi riceve il primo premio che rinnova l`interesse della stampa e del pubblico nei confronti di quello che una cerchia di estimatori, selezionata ma sempre più ampia, considera ormai come uno dei maestri del secolo. Morandi infatti gode del favore dei più esclusivi ambienti internazionali e alcune sue opere vengono ospitate in prestigiose rassegne del Nord Europa e negli Stati Uniti. È d`altronde sufficiente scorrere l`elenco delle esposizioni all`estero per rendersi conto di quanto sia considerata l`opera del maestro bolognese. Dopo circa un anno di malattia, Giorgio Morandi si spegne a Bologna il 18 giugno 1964.

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