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 Giorgio de Chirico

Giorgio de Chirico

“Quale sarà lo scopo della pittura futura? Sarà esattamente uguale a quello della poesia, della musica e della filosofia: creare sensazioni sconosciute in passat spogliare l`arte del comune dell`accettato, da qualsiasi soggetto a favore di una sintesi estetica: sopprimere completamente l`uomo quale guida o come mezzo per esprimere dei simboli, delle sensazioni, dei pensieri, liberare la pittura una volta per tutte dall`antropomorfismo che soffoca la scultura: vedere ogni cosa, anche l`uomo, nella sua dualità di «cosa».” (Giorgio de Chirico)  

 

Giorgio de Chirico – Volos (Grecia) 1888 - Roma 1978  

 

Nato in Grecia in una famiglia italiana di nobili origini, prende fin da bambino lezioni private di disegno e frequenta il Politecnico di Atene. Nel 1906, in seguito alla morte del padre, si trasferisce in Germania con la madre e il fratello Alberto iscrivendosi all’Accademia di Belle Arti di Monaco ed entrando in contatto con il mondo culturale tedesco. Studia Böcklin e Klinger e legge Nietzsche, Schopenhauer e Weininger. Nel 1909 si trasferisce a Milano e l’anno successivo a Firenze, dove - dopo un periodo di cura per riprendersi da un attacco depressivo – ricomincia a studiare Nietzsche dipingendo il suo primo quadro metafisico. Nel 1911 raggiunge con la madre il fratello Alberto a Parigi, città in cui ha inizio la sua vera carriera artistica a contatto con gli ambienti dell`avanguardia artistico-culturale francese. Nel 1912 partecipa alla sua prima mostra, al Salon d`Automne, e l’anno seguente espone al Salon des Indépendants, dove viene notato da Pablo Picasso e Guillaume Apollinaire che lo mettono in contatto con Brancusi, Braque, Jacob, Soffici, Léger e Derain. Apollinaire organizza una mostra di circa trenta opere di De Chirico e le recensisce su L’intransigeant facendo uso del termine "metafisico". Nei due anni seguenti il pittore espone nuovamente sia al Salon d`Automne che al Salon des Indépendants legandosi contrattualmente al mercante d’arte Paul Guillaume. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale rientra in Italia col fratello presentandosi alle autorità militari. Riconosciuto inabile a causa di un nuovo attacco depressivo, viene assegnato all`Ospedale di Ferrara per un lavoro sedentario. Continuando a mantenere stretti rapporti con l`ambiente parigino e con Guillaume, entra in contatto con il movimento Dada. A Ferrara conosce Govoni e De Pisis iniziando una corrispondenza con Carrà, che poi incontra durante un periodo di ricovero per malattie nervose all’Ospedale militare nel 1917. Da quel gruppo di artisti nasce la cosiddetta “Pittura Metafisica”, che viene poi teorizzata sulla rivista Valori Plastici, a Roma, dove De Chirico si trasferisce nel 1918 esponendo fra l’altro alla Ia Mostra d`Arte Indipendente insieme a Carrà, Prampolini e Soffici. Nel 1919 presenta la sua prima mostra personale alla Casa d`Arte Bragaglia pubblicando su Cronache d’attualità lo scritto "Noi metafisici". Negli anni successivi espone in tutta Europa. La sua pittura è apprezzata dai massimi esponenti del dada e del surrealismo, come anche dalle correnti artistiche tedesche del "Realismo Magico", del "Bauhaus" e della "Nuova Oggettività". Dopo aver sposato una ballerina russa, nel 1928 tiene la sua prima personale a New York. Oltre alla pittura, inizia a dedicarsi anche alla scrittura e alla scenografia per spettacoli teatrali e balletti. Nei decenni successivi continua ad esporre nelle più importanti gallerie d`arte europee e americane risposandosi una seconda volta nel 1952. Muore a Roma all’età di novant’anni venendo sepolto nella Chiesa Monumentale di San Francesco a Ripa.

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